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mercoledì 2 luglio 2025

COME RI-PRENDERE LA SOVRANITA' DELL ' ITALIA

 1) Se l'Italia vuole RI-PRENDERE LA PROPRIA SOVRANITA' dovrà cacciare gli americani da tutte le base militari presenti sul territorio: esse sono l'evidenza di quanto scritto negli ACCORDI DI CASSIBILE, in cui il Paese è stato trasformato in UNA COLONIA USA, senza che i cittadini italiani lo sapessero.
A questo stesso trattato SI FA CAPO IN PARLAMENTO, citandolo in maniera CRIPTICA, ogni qual volta esso venga a trovarsi ad ostacolo della libera espressione e manifestazione della SOVRANITA' DEL PAESE. 

2) Assieme alla CACCIATA DEGLI AMERICANI DALLE BASI, occorre anche CACCIARE GLI INGLESE DAL LAVORO DI SPIONAGGIO NEI CONFRONTI DEGLI ITALIANI: sono gli inglesi infatti che sono stati incaricati dagli Usa di spiarci e controllarci: Si pensi solo al fatto che IL CASO MORO è un lavoro di insider dei servizi segreti inglesi, secondo i testi di alcuni studiosi che hanno letto e integrato nei loro testi documenti top-secret ormai desecretati in Gran Bretagna.

3) INFINE occorre radere al suolo e ricostruire l'intero sistema politico di rappresentanza attiva, dato che IL DIVIDE ET IMPERA ANGLO-AMERICANO ha lavorato di fino per impedire che si creasse mai UNA FORZA POLITICA che rappresenti realmente gli italiani. Bensì, hanno operato affinchè la politica fosse e sia al solo servizio degli interessi aglo-americani e contro quelli economici, di welfare, ecc del popolo italiano. LA SOVRANITA' ITALIANA può ripartire solo da questo lavoro di "SPALAMENTO DELLA MERDA" 

mercoledì 26 luglio 2023

L'esercizio quotidiano della mancata democrazia

 

I politici, guidati dall'ambizione, finiscono per agire meccanicamente, sostenendo in fondo un sistema che va avanti per inerzia, nel mantenimento dello status-quo.
Per cui, tutto quello che ai politici occorre per restare sulla loro poltrona è semplicemente non rovinare tutto.”

O, in altre parole: fare niente.
Assistere alla messa in pratica di questo “rito”, in una assemblea del comune di Roma, non è altro che prendere atto dal vivo, in concreto, di quanto citato sopra: per mantenere lo status-quo, ai politici è sufficiente non cambiare mai di una virgola lo stato delle cose, lasciare esattamente tutto come prima al suo posto.
Poco importa poi che ci siano quindicimila immobili sfitti sul mercato, poco importa che alcuni di questi (enormi, situati in zone centralissime) siano affittati a pochi spicci all'anno: per uno, di oltre 800 metri quadri, si è parlato di ben 17 euro all'anno..
Per un altro - nientepopòdimeno che di un albergo, di oltre due mila metri quadri - si arriva alla ragguardevole cifra di sette euro!
Sempre all'anno.
E come questi molti altri, locati a non si sa chi, per somme impensabili, totalmente e arbitrariamente fuori dal mercato immobiliare (degli anni dieci..)
E questo teatrino, in cui le votazioni si sono ripetute identiche – sempre, naturalmente con mancata approvazione del cambiamento dello status-quo ovviamente – si è ripetuto di nuovo in questi giorni, esattamente come è accaduto in tutti i decenni precedenti, nelle precedenti legislazioni comunali.
Eh già, perchè questi immobili sono lì da tantissimo tempo, in barba alle esigenze di una popolazione sfiancata da affitti ormai lievitati ben oltre la media dei redditi mensili medi percepiti, da un trend economico che li ha lasciati sempre più impoveriti, sempre più in difficoltà nel poter affrontare il menage quotidiano di una famiglia, di un singolo, di una coppia.
Dunque chiedetevi che mestiere sia veramente quello del “politico professionista” in Italia, perchè tra mille risposte possibili, quella che io, a questo punto, credo si avvicini di più alla realtà, sia la straordinaria capacità di fare assolutamente nulla (volto sfacciatamente abbassato sul cellulare, rivolto altrove o alla chiacchiera col collega di scranno), incapace di andare anche solo lontanamente ad immaginarsi l'esigenza del cittadino medio, mentre le persone comuni vivono una realtà fatta principalmente dalle mancanze e dalle inerzie operate ripetutamente dalla politica.
La politica del non-fare: per l'interesse di pochi però, s'intende.
Ecco qui dunque tutta la bellezza della democrazia: si, la democrazia non esercitata da chi di dovere.