“I politici, guidati
dall'ambizione, finiscono per agire meccanicamente, sostenendo in
fondo un sistema che va avanti per inerzia, nel mantenimento dello
status-quo.
Per cui, tutto quello che ai politici occorre per
restare sulla loro poltrona è semplicemente non rovinare tutto.”
O,
in altre parole: fare niente.
Assistere alla messa in pratica di
questo “rito”, in una assemblea del comune di Roma, non è
altro che prendere atto dal vivo, in concreto, di quanto citato
sopra: per mantenere lo status-quo, ai politici è sufficiente non
cambiare mai di una virgola lo stato delle cose, lasciare
esattamente tutto come prima al suo posto.
Poco importa poi che ci
siano quindicimila immobili sfitti sul mercato, poco importa
che alcuni di questi (enormi, situati in zone centralissime) siano
affittati a pochi spicci all'anno: per uno, di oltre 800 metri
quadri, si è parlato di ben 17 euro all'anno..
Per un altro - nientepopòdimeno che di
un albergo, di oltre due mila metri quadri - si arriva alla
ragguardevole cifra di sette euro!
Sempre all'anno.
E come
questi molti altri, locati a non si sa chi, per somme impensabili,
totalmente e arbitrariamente fuori dal mercato immobiliare (degli
anni dieci..)
E questo teatrino, in cui le votazioni si sono
ripetute identiche – sempre, naturalmente con mancata approvazione
del cambiamento dello status-quo ovviamente – si è ripetuto di
nuovo in questi giorni, esattamente come è accaduto in tutti i
decenni precedenti, nelle precedenti legislazioni comunali.
Eh
già, perchè questi immobili sono lì da tantissimo tempo, in
barba alle esigenze di una popolazione sfiancata da affitti ormai
lievitati ben oltre la media dei redditi mensili medi percepiti,
da un trend economico che li ha lasciati sempre più impoveriti,
sempre più in difficoltà nel poter affrontare il menage quotidiano
di una famiglia, di un singolo, di una coppia.
Dunque chiedetevi
che mestiere sia veramente quello del “politico
professionista” in Italia, perchè tra mille risposte
possibili, quella che io, a questo punto, credo si avvicini di più
alla realtà, sia la straordinaria capacità di fare assolutamente
nulla (volto sfacciatamente abbassato sul cellulare, rivolto
altrove o alla chiacchiera col collega di scranno), incapace di
andare anche solo lontanamente ad immaginarsi l'esigenza del
cittadino medio, mentre le persone comuni vivono una realtà fatta
principalmente dalle mancanze e dalle inerzie operate ripetutamente
dalla politica.
La politica del non-fare: per l'interesse di pochi
però, s'intende.
Ecco qui dunque tutta la bellezza della
democrazia: si, la democrazia non esercitata da chi di dovere.
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