lunedì 13 maggio 2013
sabato 11 maggio 2013
Haiku ( a 5 Stelle )
Haiku ( a 5 Stelle )
Raccogliere il Malcontento per..
metterlo tutto in un angoletto
Ovvero..
(far sembrare di) cambiare tutto
per non cambiare nulla
E alle prossime elezioni
sempre avanti col passato
SPIEGAZIONE:
Il movimento è servito soltanto x cercare di convogliare il malcontento popolare in qualcosa di definito, controllabile e da mettere in un angoletto significativo, come una minoranza parlamentare, rumorosa, ma inascoltata.
Operazione questa stabilita ovviamente prima a tavolino dai soliti manipolatori dietro le quinte del teatrino.
sabato 2 febbraio 2013
VOTARE E' UNA CAZZATA..
La più grossa cazzata che si possa
fare come cittadini italiani, da qui a venti giorni, è andare
nuovamente a votare.
La ragione è molto semplice, infatti
le premesse, il sistema elettorale e gli attori, che oggi sono dietro
e davanti le “quinte”, non sono mutati di un'oncia rispetto al
passato: seppure siano cambiate le loro facce sui manifesti.
Ragion per cui, se non si cambia
“l'ordine degli addendi”, per dirlo con l'aritmetica, il
risultato non cambia!
Qualunque rimescolamento dei pupazzi
nel “teatrino”, non farà altro che condurre il paese sulla
stessa identica annosa strada politica, economica e sociale sin qui
percorsa, con soddisfazione di pochi.
Una strada al termine della quale ad
oggi non si intravede luce.
Cosa occorre fare invece?
Il problema di questo Paese è, non
tanto la classe politica in sé e per sé, che comunque andrebbe
gettata a mare, tutta, adesso, e senza rimpianti.
Io infatti li vedrei bene sfilare sul
ponte (direi, sulla fiancata) della Costa Concordia, lì ove ancora
giace, in bilico sulla fatidica tavoletta, da cui i pirati gettavano
in acqua i prigionieri uno ad uno, sospingendoli in avanti con la
spada nel deretano..
Il problema, dicevo, è invece
l'inesistenza di un sistema vero, adeguato ed efficiente, per la
creazione democratica, ed alla luce del sole, di una classe politica.
Ad oggi i partiti politici infatti
restano delle associazioni di persone, non riconosciute dalla Legge,
cioè non rientranti nelle modalità di riconoscimento previste dalla
stessa Costituzione (così come anche i sindacati), in cui persone
qualunque convergono per fini sconosciuti.
(Salvo ciò che viene poi dichiarato a
fini propagandistici sui manifesti.)
Associazioni insomma che non hanno
criteri democratici per l'ingresso degli associati, non hanno criteri
democratici per la partecipazione alla vita interna
dell'associazione, e sopratutto non hanno criteri democratici per la
creazione delle “liste” che parteciperanno poi alle elezioni.
Per cui la domanda che sorge spontanea
é : come può nascere una bella pesca, da una vecchia zucca marcita?
Come è possibile che, da realtà
totalmente destrutturate, come sono di fatto gli attuali partiti
politici italiani, possa nascere qualcosa che poi si darà il compito
di andare a strutturare un intero Paese/sistema?
E' un paradosso al solo pensarci, è un
qualcosa che dovrebbe far rivoltare le budella a chi si guadagna
mille euro col sudore della fronte nell'arco di un mese (se va bene),
ed è una realtà distorta (ma effetivamente operante) e fuori
dall'ordine delle cose, per ciò che concerne il bene comune
dell'Italia.
Prima ancora di costituire dei nuovi
partiti per partecipare a delle elezioni, infatti, bisognerebbe
resettare completamente l'intero sistema di politica, attiva e
passiva, attualmente in vigore.
Far si poi che si costituisca un
protocollo di regole, realizzate al di fuori delle attuale
istituzioni ed incentrate ed integrate dalla democrazia diretta, e
poi, soltanto in un secondo momento, ricostituire dei nuovi partiti,
alla luce delle nuove regole, in cui poi dovrebbero essere i
cittadini e non altre istituzioni a vigilare.
I problemi degli italiani iniziano e
finiscono con la gravissima mancanza di un sistema di regole operante
ed efficiente, atto a creare una classe politica e dirigente che
serva il paese e non che si serve del paese.
Come sin qui avvenuto.
Il passo per arrivare al reset della
mostruosa “matrix politica” (auto-riproducentesi, visto che un
tot rilevante del bilancio dello stato viene ad essa girato) passa
però invariabilmente per due forti prese di posizione: 1) mettere
bene a fuoco che questo problema è centrale per il bene di noi in
quanto privati, famiglie, associazioni e piccole imprese. E che fare
gli struzzi o i campanilisti è da imbecilli ed egoisti. 2) Non
recarsi più al voto.
Soltanto a quel punto - con un governo,
ombra di sé stesso, ma obbligato a portare avanti l'ordinaria
amministrazione, in un ambito generale di paventata anarchia – si
potranno cambiare le cose.
Sarà il giorno in cui occorrerà
partecipare tutti, pacificamente, alla riscrittura, non solo della
carta dei diritti che ci tiene assieme come italiani, ma della vita
stessa in quanto cittadini italiani.
Seneca diceva: finchè tutto il vecchio
non si è esaurito, nulla di nuovo potrà sorgere.
venerdì 21 dicembre 2012
L'Economista-Genio
Presero uno dei più grandi economisti del pianeta.
Lo fecero accomodare sulla poltrona più in alto del tempio,
gli portarono una tazza di caffè fumante e attesero un pò che lui,
forse il più grande economista contemporaneo, presidente onorario del club-dei-club, consulente delle maggiori aziende mondiali, suggeritore di governi, riassemblatore di stati interi, prendesse la sua suprema e saggia decisione per riassestare l'economia di quello "stato banana".
Passarono alcuni lunghi, interminabili minuti.
Egli, dall'alto dei suoi molti titoli onorifici, dall'alto della sua immane e prodroma lungimiranza, dall'alto del suo scranno, appena prima di terminare il suo caffè, ebbe un lampo di genio, preceduto da un fugace sussulto.
Fu allora che si decise a chiamare il suo segretario impersonale per dirgli, con voce quasi inudibile, queste sole poche parole:" ho deciso, tasseremo la casa, come mai non è stato fatto sinora!"
A seguito della comunicazione del segretario al Parlamento riunito in seduta plenaria, lì in trepidante attesa, scoppiarono gli applausi dai banchi aristocratici.
Fu così che lo stato-banana riprese il corso naturale delle cose, smarrito da tempo, mentre il grande economista fu osannato da tutti i giornali.
martedì 13 novembre 2012
Perchè segar via le nuove crescite economiche
Proviamo per un attimo a considerare le cose dal punto di vista del nemico, semplificando un po'. Proviamo a ragionare come può darsi che stiano ragionando (già da molti anni) gli oligarchi-plutocrati del superstato in fieri, che alcuni stanno intravedendo affermarsi dietro le quinte della storia fittizia raccontata dai mass-media ( con voluta assenza di tutti i perchè).A partire dal secondo dopoguerra del secolo scorso, il benessere, la tecnologia ed il livello di istruzione raggiunti (in breve, tutto un sistema), a seguito della avvenuta pacificazione mondiale, hanno permesso in numerosi paesi, lontani gli uni dagli altri, il lento affermarsi di modelli economici che hanno poi portato con sé, nei decenni successivi, una crescita economica ed un relativo ampliamento della popolazione mai raggiunto in precedenza sul pianeta.Non soffermiamoci su quale sia stato il modello economico soggiacente a queste crescite, cioè se neokeynesiano, neoliberista, post-socialista o un mix dei tre.Ai fini del presente discorso non è rilevante, come vedremo.Fatto sta che, ad oggi, non solo la popolazione del pieneta ha superato la vetta record di sette miliardi di persone, ma una certa percentuale, diciamo istruita, di questa popolazione, è stata pure messa a conoscenza delle tecniche e degli strumenti che potrebbero potenzialmente condurla ad attuare ulteriore, esponenziale crescita economica (e dunque demografica) in altre aree del pianeta ancora “vuote”. O ad un intensificarsi ulteriore dello sviluppo in aree già mature.In altre parole, avendo studiato, un certo numero di giovani potranno creare nuove imprese che porteranno nuove disponibilità economiche diffuse, una correlativa crescita della domanda di beni e servizi, e così via, in prossimi “cicli virtuosi” che condurranno a nuovo sviluppo.A questo punto voglio aggiungere un ulteriore elemento a quanto detto sinora e lo voglio portare, non tanto per colpire il lettore, ma per provare ad indurlo a farsi qualche domanda in più e a non accettare le solite balle ventilate, tra cui ci metto al primissimo posto la mai dimostrata (né dimostrabile) ipotesi del riscaldamento globale causato dal co2, immesso in atmosfera dalle industrie e dalle automobili.L'elemento è questo: avreste mai pensato che, a dispetto di quanto ci viene raccontato, in realtà siamo soltanto all'inizio della fase vera (intensiva) dello sfruttamento delle risorse naturali rimaste?Mettiamola così: le risorse facili da prendere sono state forse già tutte prese, ma quelle meno facili e le difficili sono ancora tutte lì!Vedete ancora come me montagne verdi all'orizzonte? Laghi? Mare?Bè, quelle potrebbero essere le prossime risorse accaparrabili da nuove, ulteriori, ondate di sviluppo economico in arrivo.Ora spostiamo il focus per un attimo sulla moneta.In Europa, per esempio, nessuno stato è più padrone della sua moneta.Oramai, da oltre dieci anni or sono.Riflettiamoci su un attimo: cosa comporta il fatto che si sia padroni, in casa propria, della moneta, cioè della banca centrale?Che – seppure con tutte le dovute cautele inflazionistiche e di politica monetaria – si potrebbero tollerare ampi deficit di bilancio, così come ci sono stati per anni in Italia.Basti vedere infatti il Giappone per averne conferma: si tratta di uno dei paesi col debito pubblico più alto, ma dato che è “proprietario in casa sua” della sua moneta – e inoltre di buona parte del suo debito emesso - non ha agenti di un alcun ente sovranazionale che gli viene a fare i conti in tasca e gli rompe i marroni, per questo!Questo tipo di “sistema di moneta libera” o pubblica, “vecchio stampo” in un certo senso, farebbe in qualche modo il gioco delle prossime crescite economiche a venire: più moneta, più domanda, più offerta.Ma l'ordine degli addendi sappiamo bene a questo punto che potrebbe non essere necessariamente solo questo.Ed il tutto, tirando la lineetta, alla fine delle somme del PIL generato, finirebbe per impattare ovviamente sull'ammontare del totale delle risorse naturali del pianeta adoperate.Parte di queste sono inesauribili, è vero, ma dinanzi ad ulteriori crescite esponenziali delle nuove economie, potrebbero tendere a diventare anch'esse esauribili.Se non si attende che il mare rigeneri il pesce, con un periodo di sosta nell'attività di pesca, nella rete non ci sarà più niente.Se non si lascia la terra a maggese, come si faceva più estesamente un tempo, essa non darà buoni frutti.Cosa fare dunque, dal punto di vista del tecnocrate, incaricato dagli oligarchi, dinanzi ad una prospettiva del genere?1) Indurre delle crisi ambientali, economiche, sociali, ecc.che rallentino lo sviluppo libero. Per esempio.2) Passare di mano il potere economico ai superstati globali accentratori – con leggi e decreti, politiche e manovre - che, nel lungo termine, saprebbero calmierare la piccola e media impresa (quando non farla avvizzire del tutto, come sta accadendo in Italia) , vera fonte di sviluppo economico incontrollabile. Per esempio.3) E tutto questo in una cornice di controllo climatico, mediatico e per giunta dei cervelli, crescente! Per finire in bellezza..Qualche tecnocrate ci vuol dire “fuochino”?..
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