giovedì 15 settembre 2016
lunedì 12 settembre 2016
La crisi della democrazia. Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione trilaterale
La crisi della democrazia. Rapporto sulla governabilità delle democrazie alla Commissione trilaterale (The Crisis of Democracy: On the Governability of Democracies) fu uno studio del 1975 scritto da Michel Crozier, Samuel P. Huntington e Joji Watanuki e commissionato dalla Commissione Trilaterale e pubblicato nello stesso anno come libro per la New York University Press (ISBN 978-0814713655). L' edizione Italiana fu invece curata nel 1977 dalla EDAS Libri.
Lo studio osservava la condizione politica degli Stati Uniti, dell'Europa e del Giappone, affermando che negli Stati Uniti i problemi di governabilità "nascono da un eccesso di democrazia" e sostenendo "il ripristino del prestigio e dell'autorità delle istituzioni del governo centrale"[1] Questo report fu un punto di partenza per tutti gli studi successivi che mettono in evidenza una supposta crisi contemporanea delle democrazie da risolvere con l'introduzione di tecnocrazie[2][3].
giovedì 21 luglio 2016
Turchia = fine della Democrazia
E' una grossa colpa, quella di tacere il male subìto da terzi e non intervenire, pensando che non sia nostra diretta responsabilità. La maggior parte del male ha operato indiscriminatamente, nel corso della storia, perchè sapeva perfettamente che, la gente, avrebbe taciuto, dinanzi al male che terzi subivano seppur davanti ai loro stessi occhi.
Il caso della Turchia è l'ennesimo esempio di questa forma vile di inerzia, qui in particolar modo della classe politica europea e delle Nazioni Unite, ma in questo caso c'è anche l'aggravante, che, una parte dei politici europei e di quelli dell'onu, sapevano perfettamente ciò che stava accadendo e, anzi, ne sono stati i corresponsabili.
Gli articoli che seguono approfondiscono e spiegano il tema in questione, l'assassinio della democrazia in Turchia, fatto storico gravissimo che potrà agevolmente aprire il fronte della Terza Guerra Mondiale.
giovedì 16 giugno 2016
La Francia ha iniziato ad attuare arresti di massa durante la nuova Rivoluzione
La Francia ha iniziato ad attuare arresti
di massa nel corso di una enorme rivoluzione
Traduzione articolo da Tapnewswire, del 15 giugno 2016
Centinaia di
migliaia di manifestanti sono scesi in piazza, in Francia, nel corso delle
ultime settimane, sebbene i grandi media
continuino a rimanere in silenzio sulle cause dei cambiamenti radicali che
si stanno cercando di imporre nel paese. In risposta, la polizia ha iniziato
ad arrestare i cittadini e ad utilizzare i cannoni ad acqua per disperdere la
folla, nel tentativo di soffocare la rivoluzione.
Almeno 40
persone sono rimaste ferite e 73 sono state arrestate martedì, quando circa 75.000 manifestanti si sono ammassati a
Parigi, nell'ultimo round di proteste contro le controverse riforme.
Secondo la polizia, 29 membri delle forze di sicurezza sono tra i 40 feriti.
L'agenzia di stampa AFP ha riferito che centinaia di manifestanti mascherati lanciavano oggetti contro la polizia e hanno preso d'assalto un cantiere nella capitale.
Scatenando mesi di proteste di piazza e una opposizione diffusa, il disegno di legge, che è stato sostenuto con vigore il mese scorso in parlamento, mantiene la settimana lavorativa francese a 35 ore, ma consente alle aziende di organizzare orari di lavoro alternativi.
Questi includono una settimana lavorativa fino a 48 ore, e 12 ore al giorno per periodi temporanei.
In "circostanze eccezionali" i dipendenti potrebbero lavorare fino a 60 ore a settimana.
Ci sono stati scioperi il martedì, chiusa anche la Torre Eiffel e interrotti i collegamenti di trasporto, visto che decine di migliaia di fan continuano a riversarsi nel paese per via dell'evento di calcio, Euro 2016.
Mohammed Jamjoom di Al Jazeera , inviato da Parigi, ha detto che la protesta era turbolenta ma tranquilla e si è infiammata solo quando i manifestanti sono arrivati nella zona di Les Invalides.
"Quando la polizia ha portato i camion coi cannoni ad acqua e ha sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla – quello è stato il momento in cui gli scontri si sono intensificati" ha detto.
"La maggior parte delle persone con cui abbiamo parlato hanno detto che non volevano che la protesta diventasse violenta, hanno creduto che questo intervento della polizia è servito solo per distogliere l'attenzione dai contenuti della dimostrazione, che sono stati in sostanza di chiedere che il governo revocasse tali riforme del lavoro."
"Molti dei manifestanti dicevano che le riforme in sé e per sé erano già abbastanza negative, ma il fatto che queste siano state spinte da un governo socialista - le ha rese ancora peggiori. Hanno detto che un governo socialista dovrebbe proteggere i lavoratori non i datori di lavoro ", ha aggiunto.
Lo sciopero è l'ultimo in mesi di azioni sindacali, che ha visto il trasporto aereo e quello ferroviario gravemente perturbato, nonchè la carenza di carburanti e i rifiuti ammucchiati per le strade di Parigi.
Il senato francese ha iniziato a discutere le riforme il lunedi, che dovrebbero servire a rendere il mercato del lavoro più flessibile, riducendo l’alto tasso di disoccupazione - ma i critici vedono le riforme come troppo schierate pro-business. Le proteste contro la riforma sono iniziate il 9 marzo, e sono culminate con manifestazioni di massa il 31 marzo, che hanno portato quasi 400.000 persone per le strade.
il ministro del lavoro Myriam El Khomri, ha ribadito la strategia del governo, in vista della protesta, dicendo che la legge potrebbe essere ottimizzata nei particolari, ma non si tratta di stravolgerla radicalmente negli elementi essenziali o di farla cadere.
Il presidente Francois Hollande, profondamente impopolare in Francia, ha da poco più di un anno puntato sulla riforma del lavoro come iniziativa con cui caratterizzare il proprio mandato.
Secondo la polizia, 29 membri delle forze di sicurezza sono tra i 40 feriti.
L'agenzia di stampa AFP ha riferito che centinaia di manifestanti mascherati lanciavano oggetti contro la polizia e hanno preso d'assalto un cantiere nella capitale.
Scatenando mesi di proteste di piazza e una opposizione diffusa, il disegno di legge, che è stato sostenuto con vigore il mese scorso in parlamento, mantiene la settimana lavorativa francese a 35 ore, ma consente alle aziende di organizzare orari di lavoro alternativi.
Questi includono una settimana lavorativa fino a 48 ore, e 12 ore al giorno per periodi temporanei.
In "circostanze eccezionali" i dipendenti potrebbero lavorare fino a 60 ore a settimana.
Ci sono stati scioperi il martedì, chiusa anche la Torre Eiffel e interrotti i collegamenti di trasporto, visto che decine di migliaia di fan continuano a riversarsi nel paese per via dell'evento di calcio, Euro 2016.
Mohammed Jamjoom di Al Jazeera , inviato da Parigi, ha detto che la protesta era turbolenta ma tranquilla e si è infiammata solo quando i manifestanti sono arrivati nella zona di Les Invalides.
"Quando la polizia ha portato i camion coi cannoni ad acqua e ha sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla – quello è stato il momento in cui gli scontri si sono intensificati" ha detto.
"La maggior parte delle persone con cui abbiamo parlato hanno detto che non volevano che la protesta diventasse violenta, hanno creduto che questo intervento della polizia è servito solo per distogliere l'attenzione dai contenuti della dimostrazione, che sono stati in sostanza di chiedere che il governo revocasse tali riforme del lavoro."
"Molti dei manifestanti dicevano che le riforme in sé e per sé erano già abbastanza negative, ma il fatto che queste siano state spinte da un governo socialista - le ha rese ancora peggiori. Hanno detto che un governo socialista dovrebbe proteggere i lavoratori non i datori di lavoro ", ha aggiunto.
Lo sciopero è l'ultimo in mesi di azioni sindacali, che ha visto il trasporto aereo e quello ferroviario gravemente perturbato, nonchè la carenza di carburanti e i rifiuti ammucchiati per le strade di Parigi.
Il senato francese ha iniziato a discutere le riforme il lunedi, che dovrebbero servire a rendere il mercato del lavoro più flessibile, riducendo l’alto tasso di disoccupazione - ma i critici vedono le riforme come troppo schierate pro-business. Le proteste contro la riforma sono iniziate il 9 marzo, e sono culminate con manifestazioni di massa il 31 marzo, che hanno portato quasi 400.000 persone per le strade.
il ministro del lavoro Myriam El Khomri, ha ribadito la strategia del governo, in vista della protesta, dicendo che la legge potrebbe essere ottimizzata nei particolari, ma non si tratta di stravolgerla radicalmente negli elementi essenziali o di farla cadere.
Il presidente Francois Hollande, profondamente impopolare in Francia, ha da poco più di un anno puntato sulla riforma del lavoro come iniziativa con cui caratterizzare il proprio mandato.
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